Codice della strada

Codice della strada

Art. 103 - Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi [1] [2] [3] [4]

1. La parte interessata, intestataria di un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve [5] comunicare al competente ufficio del P.R.A., entro sessanta giorni, la definitiva esportazione all'estero del veicolo stesso, restituendo il certificato di proprietà e la carta di circolazione. L'ufficio del P.R.A. ne dà immediata comunicazione all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, provvedendo altresì alla restituzione al medesimo ufficio della carta di circolazione. Con il regolamento di esecuzione sono stabilite le modalità per lo scambio delle informazioni tra il P.R.A. e il Dipartimento per i trasporti terrestri.[6]

2. Le targhe ed i documenti di circolazione vengono, altresì, ritirati d'ufficio tramite gli organi di polizia, che ne curano la consegna agli uffici del P.R.A., nel caso che trascorsi centottanta giorni dalla rimozione del veicolo dalla circolazione, ai sensi dell'art. 159, non sia stata denunciata la sua sottrazione ovvero il veicolo stesso non sia stato reclamato dall'intestatario dei documenti anzidetti o dall'avente titolo o venga demolito o alienato ai sensi dello stesso articolo. L'ufficio competente del P.R.A. è tenuto agli adempimenti previsti dal comma 1.

3. e 4. [7]

5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 [8] è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169,00 a euro 679,00 [9].



[1] Vedi anche regolamento c.d.s. art. 264.

[2] Articolo modificato da: D.Lgs. 5.2.1997, n. 22; D.Lgs. 24.6.2003, n. 209; D.Lgs. 3.4.2006 n. 152; legge 29.7.2010 n. 120.

[3] Vedi D.Lgs. 3.4.2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) che all'art. 227 prevede che "restano ferme le disposizioni speciali, nazionali e comunitarie relative alle altre tipologie di rifiuti, ed in particolare quelle riguardanti veicoli fuori uso costituite dalla direttiva 2000/53/CE e decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, ferma restando la ripartizione degli oneri, a carico degli operatori economici, per il ritiro e trattamento dei veicoli fuori uso in conformità a quanto previsto dall'articolo 5, comma 4, della citata direttiva 2000/53/CE".

[4] L'art. 11 cc. 5 e 6 della legge 29.7.2010 n. 120 ha previsto l'emanazione di un regolamento per disciplinare le modalità di applicazione delle disposizioni degli articoli 94, 100, comma 3-bis, e 103 c.d.s. anche con riferimento alle procedure di annotazione dei veicoli nell'archivio nazionale dei veicoli e nel Pubblico registro automobilistico (PRA). Il regolamento è stato poi approvato con DPR 28.9.2012 n. 198 ed è entrato in vigore il 20.2.2013.

[5] Parola così corretta con errata-corrige contenuta nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13.2.1993.

[6] Il presente comma è stato così modificato prima dall'art. 46, comma 6 quinquies, D.Lgs 05.02.1997, n. 22, poi dall'art. 15 D.Lgs. 24.06.2003, n. 209, come modificato dall'art. 11, D.Lgs. 26.02.2006, n. 149, con decorrenza dal 27.04.2006 e da ultimo dall'art. 11 L. 29.07.2010, n. 120, con decorrenza dal 13.08.2010 ed applicazione a decorrere dal sesto mese successivo alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5 del citato art. 11. Si riporta di seguito il testo previgente: "1. La parte interessata, intestataria di un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve comunicare al competente ufficio del P.R.A., entro sessanta giorni, la definitiva esportazione all'estero del veicolo stesso, restituendo il certificato di proprietà, la carta di circolazione e le targhe. L'ufficio del P.R.A. ne dà immediata comunicazione all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. provvedendo altresì alla restituzione al medesimo ufficio della carta di circolazione e delle targhe. Con il regolamento di esecuzione sono stabilite le modalità per lo scambio delle informazioni tra il P.R.A. e la Direzione generale della M.C.T.C.".

[7] Commi 3 e 4 abrogati dal D.Lgs. 5.2.1997, n. 22; l'abrogazione è stata confermata dal successivo D.Lgs. 3.4.2006 n. 152. Il testo dei commi abrogati recitava: "3. I gestori di centri di raccolta e di vendita di motoveicoli, autoveicoli e rimorchi da avviare allo smontaggio ed alla successiva riduzione in rottami non possono alienare, smontare o distruggere i suddetti mezzi senza aver prima adempiuto, qualora gli intestatari o gli aventi titolo non lo abbiano già fatto, ai compiti di cui al comma 1. Gli estremi della ricevuta dell'avvenuta denuncia e consegna delle targhe e dei documenti agli uffici competenti devono essere annotati su appositi registri di entrata e di uscita dei veicoli, da tenere secondo le norme del regolamento.

4. Agli stessi obblighi di cui al comma 3 sono soggetti i responsabili dei centri di raccolta o altri luoghi di custodia di veicoli rimossi ai sensi dell'art. 159 nel caso di demolizione del veicolo prevista dall'art. 215, comma 4."

[8] Parole così rettificate con avviso di rettifica contenuto nella Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9.2.1993.

[9] Con D.Lgs. 5.2.1997, n. 22 è stato abrogato il seguente periodo: "La sanzione è da lire cinquecentomila a lire duemilioni se la violazione è commessa ai sensi dei commi 3 e 4.".