Per qualificarsi come ristrutturazione edilizia, l’intervento deve modificare la distribuzione della superficie interna e i volumi. La manutenzione ordinaria e straordinaria, invece ha finalità meramente conservative, che non contemplano il cambio di destinazione d’uso. Al contrario, le opere di restauro e risanamento possono presupporre altre opere in grado di incidere sugli elementi costitutivi dell'edificio. In tal senso, il Tar Toscana, con la sentenza 1009/2017 ha dato attuazione alle novità introdotte in estate con la Manovrina 2017 (DL 50/2017 convertito nella Legge 96/2017) che ha ricompreso i lavori implicanti il mutamento della destinazione d’uso purché compatibili con gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo edilizio e con le previsioni dello strumento urbanistico generale e dei relativi piani attuativi, in base alla quale cambio di destinazione d’uso nel centri storici è  diventato possibile.