In materia di inquinamento idrico, l'assimilazione, ai fini della disciplina degli scarichi e delle autorizzazioni, di determinate acque reflue alle acque reflue domestiche deve ritenersi subordinata alla prova della esistenza delle condizioni individuate dalle leggi che la prevedono, restando applicabili, in difetto, le regole ordinarie.Con tale motivazione la III Sez. della Corte di Cassazione, con la sentenza n.38946 del 07 Agosto 2017 ha respinto in ricorso concernente  scarico non autorizzato in pubblica fognatura di acque reflue industriali derivanti da attività di cantina.