Di tutti gli incidenti causati da una cattiva manutenzione della strada risponde l’ente titolare del suolo o chi ne ha la custodia, ma solo a condizione che a determinare il sinistro non sia stato un comportamento imprudente del conducente.

Per la giurisprudenza: spetta il risarcimento solo per tutti i danni causati da «insidie e trabocchetti». Si deve cioè trattare di situazioni tali da non poter essere viste ed evitate dall’utente, come nel caso di un incidente per una grata sulla strada mal riposta.

È quanto chiarito dalla Cassazione con la sentenza n. 11802/16 del 9.6.2016.

Gli Enti proprietari delle strade debbono provvedere alla loto manutenzione, gestione, al controllo tecnico dell’efficienza e alla apposizione della segnaletica così come prescritto dal Codice della Strada. La Cassazione ricorda che a carico dei proprietari o concessionari delle strade è configurabile la «responsabilità per cosa in custodia»: una responsabilità «oggetiva», che prescinde cioè da dolo (malafede) o colpa (difetto di manutenzione) e che viene meno solo se l’incidente è avvenuto per «caso fortuito». Il caso fortuito è un evento imprevedibile e inevitabile: una frana di eccezionali dimensioni, ma anche una buca appena apertasi che non abbia dato il tempo all’amministrazione di attivarsi per mettere in sicurezza il tratto di strada.