Il Collegio, sulla base delle risultanze della Corte di Merito, riteneva che le mendaci dichiarazioni scritte, rese alla Polizia Municipale dalla ricorrente, non fossero state fornite allo scopo di rendersi esente dalle obbligazioni economiche conseguenti a due contravvenzioni, bensì fossero orientate (fin dall'inizio, oppure dall'evolversi della vicenda) a conseguire un diverso "ingiusto profitto con altrui danno", come fosse plausibile ritenere esser stato, verosimilmente, quello di non subire lei stessa od altro suo familiare facente uso delle due autovetture in questione decurtazioni di punteggio dalla propria patente di guida».

Cass. pen. sez. V sent. n. 46326 20/11/2013

Art. 483 C.P. Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità , è punito con la reclusione fino a due anni.
Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.