Secondo quanto ritenuto dal Collegio della seconda sezione penale, è da escludere la possibilità di concedere autorizzazioni ad allontanarsi dal comune di domicilio coatto per ragioni diverse da quelle indicate nella norma.

Anche la giurisprudenza più possibilista, che ha dato alla norma una interpretazione meno rigida e più ampia, ha comunque precisato che la prescrizione del divieto di soggiorno ( che è provvedimento speculare all'obbligo del soggiorno) può essere sì temporaneamente modificata anche per ragioni di famiglia (o di lavoro), ma che deve comunque trattarsi di ragioni del pari gravi e comprovate, e cioè di contingenti ragioni familiari che rendano assolutamente necessario, pena gravi conseguenze, l'allontanamento della persona sottoposta a misura di prevenzione.

Resta come norma di riferimento l'art.12 comma 1 del D.Lvo n.159 del 2011 che recita : "Quando ricorrono gravi e comprovati motivi di salute, le persone sottoposte all'obbligo di soggiorno possono essere autorizzate a recarsi in un luogo determinato fuori del comune di residenza o di dimora abituale, ai fini degli accertamenti sanitari e delle cure indispensabili, allontanandosi per un periodo non superiore ai dieci giorni, oltre al tempo necessario per il viaggio.

L'autorizzazione può essere concessa, nel medesimo limite temporale, anche quando ricorrono gravi e comprovati motivi di famiglia che rendano assolutamente necessario ed urgente l'allontanamento dal luogo di soggiorno coatto.

 

Cass. Pen. Sez. II Sent. n. 38825 04/08/2017