Con Ordinanza del 27 luglio 2017 n. 37460  la Corte di Cassazione ha sottoposto alla Corte di Giustizia comunitaria quattro quesiti in merito alla interpretazione da dare alle norme ex decisione 2014/955/Uee regolamento Ue n. 1357/2014 sulla classificazione dei rifiuti con voci speculari.I quesiti riguardano la condotta da tenere in relazione ai rifiuti dalla composizione ignota ed in particolare alle metodiche di ricerca delle eventuali sostanze pericolose.

Per la Corte si impone in considerazione dell'incidenza della questione sul profilo del fumus commissi delicti, il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia secondo quanto previsto dall' art. 267 del T.F.U.E. (che, come noto, prevede, salve le deroghe individuate appunto dalla stessa Corte di giustizia, un obbligo in tal senso a carico dell'organo giurisdizionale di ultima istanza affinché si pronunci sui seguenti quesiti:

a) Se l'allegato alla Decisione 2014/955/UE ed il Regolamento UE n. 1357/2014 vadano o meno interpretati, con riferimento alla classificazione dei rifiuti con voci speculari, nel senso che il produttore del rifiuto, quando non ne è nota la composizione, debba procedere alla previa caratterizzazione ed in quali eventuali limiti;

b) Se la ricerca delle sostanze pericolose debba essere fatta in base a metodiche uniformi predeterminate;

c) Se la ricerca delle sostanze pericolose debba basarsi su una verifica accurata e rappresentativa che tenga conto della composizione del rifiuto, se già nota o individuata in fase di caratterizzazione, o se invece la ricerca delle sostanze pericolose possa essere effettuata secondo criteri probabilistici considerando quelle che potrebbero essere ragionevolmente presenti nel rifiuto

d) Se, nel dubbio o nell'impossibilità di provvedere con certezza all'individuazione della presenza o meno delle sostanze pericolose nel rifiuto, questo debba o meno essere comunque classificato e trattato come rifiuto pericoloso in applicazione del principio di precauzione.